Tratto da "LA STAMPA del 27.08.2008"
 
TERESIO VALSESIA FORMAZZA Ci fu un tempo, ormai remoto, nel quale gli albergatori, soprattutto svizzeri, si assumevano la realizzazione dei sentieri. Lo fu, alla fine dell'Ottocento, l'itinerario che collega la Bocchetta d'Arbola alla Scatta Minoia, interamente in territorio ossolano e facile direttrice nella traversata verso Binn, nell'Alto Vallese, dove l'hotel Ofenhorn era condotto da un proprietario generoso, ma soprattutto lungimirante. Quello e' ancora il percorso che si fa per il Grande Sentiero Walser, uno dei trekking che trovano nel rifugio EUGENIO MARGAROLI l'ideale punto di sosta. Vi passano anche la GTA e il Sentiero Italia, nella tappa che collega la Valle Fomazza all'Alpe Devero. Una delle traversate piu' belle e gratificanti delle Alpi Lepontine. Il valico della Scatta Minoia porta il nome di una storica famiglia formazzina che gia' nel '600 trasportava le merci valicando le Alpi con muli e somari.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
     
 
 
Dalla strada principale si scende al piccolo parcheggio situato in basso nel villaggio in riva al fiume Toce ove si può lasciare l’auto. Ci si incammina verso le ultime case dove sono ben visibili le varie paline segnaletiche e si inizia a salire. dopo un centinaio di metri, si devia a sinistra per un evidente sentiero
   
     
   
 
 
Costruito nel 1980 dalla SEO-CAI di Domodossola con un notevole contributo del volontariato dei soci, su proposta di Italo Valmaggia e' stato dedicato alla memoria di una guida ossolana, un vero «gigante buono», morto per un incidente sul lavoro in Peru. Il rifugio, a 2194 metri di quota, e' raggiungibile dalla frazione Canza (m. 1419), la piu' elevata dell'altopiano formazzino abitata tutto l'anno. In un'oretta di sterrata fra annose conifere si arriva ai 1810 metri del Sagersboden dove c'e' la stazione terminale della seggiovia che parte dalla frazione Valdo e che naturalmente permette di abbreviare il cammino. Qui si imbocca la valle del Vannino, dominata sul fondale dalla Punta d'Arbola, la regina di questa regione. In un'ora e mezza, dapprima nel bosco, poi fra i pascoli, si e' al rifugio. Queste sono erbe e fiori profumati, tanto che l'alpeggio produce il celebre formaggio targato «Bettelmatt». Il rifugio MARGAROLI e' su di un dosso che domina il lago artificiale del Vannino. A due piani, e' dotato di acqua calda, energia elettrica e riscaldamento. Per la somministrazione delle bevande e degli alimenti gode della certificazione rilasciata da Worh Safety Training del Sistema H.C.C.P. del settore alimentare. La sala da pranzo dispone di 80 coperti e le sei camere di 46 posti letto. Dallo scorso anno si puo' utilizzare anche il servizio internet a banda larga che e' gratuito per gli ospiti. Per la traversata all'alpe Devero, oltre alla Scatta Minoia, si puo' utilizzare la Bocchetta di Valle passando dai laghi Busin. Il MARGAROLI e' anche la base di partenza per una serie di ascensioni, in primis la Punta d'Arbola (m. 3235), sulla quale uno dei precursori dello sci-alpinismo, Marcel Kurz, godette «la piu' bella vista da una cima d'inverno». Rimarchevole e' anche il panorama dal massiccio Monte Giove (m. 3009), altra meta dal rifugio, come la Cima Cust m 3045, la Punta Clogstafel, le Punte del Forno e i Corni di Nefelgiu'. Montagne che sfiorano i 3000 metri e che coronano il cerchio del Vannino. Questa zona e' famosa per lo sci alpinismo e il rifugio e' quindi aperto in marzo-aprile, e su richiesta. In estate: dal 15 giugno al 30 settembre. Telefono: 0324-63155. La seggiovia del Sagersboden funziona tutto il mese di settembre.
 
     
 
 
   
 
 
 
 
 
 
 
 
     
     
 
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