Guida alpina di Domodossola venne simpaticamente soprannominato dagli amici “il gigante buono” per le sue dimensioni e per il suo carattere solare e d’animo generoso.
Lavorava come operaio in Perù nel 1971, quando tragicamente trovò la morte.
Alcuni amici ossolani, scossi dalla tragedia, desideravano l’intitolazione del Rifugio all’amico scomparso e grazie ad Italo Valmaggia, anch’egli amico di Eugenio, questo fu possibile.
All’amico Italo, oltre al merito del nome, viene da sempre riconosciuta la “paternità ideologica” del rifugio: si distinse per l’intenso impegno nella ideazione e nella realizzazione della struttura, ed insieme ai volontari che si impegnarono nella costruzione contribuì a scrivere un’importante pagina nella storia dei rifugi alpini: il rifugio “Eugenio Margaroli”